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Sponsorship di progetto: continuare non è mai la scelta di default

Pubblicato il Verificato il
Una sfera ambrata su un binario che deve attraversare un cancello aperto per proseguire, a rappresentare la decisione di continuare come scelta attiva, non di default.

Che cosa cambia

PMI e Green Project Management hanno pubblicato la Guide to Responsible Project Sponsorship (v1.0): sette responsabilità dello sponsor (modello STEWARD) e la richiesta di rivalutare la prosecuzione del progetto quando ipotesi, tolleranze o trade-off cambiano.

Il dettaglio dalla fonte

La PMI® GPM® Guide to Responsible Project Sponsorship (Versione 1.0), pubblicata da PMI e Green Project Management nel 2026, definisce sette responsabilità del project sponsor nel modello STEWARD — dal mandato del progetto alla disciplina del sistema di governance — più sei strumenti di supporto alla decisione. Il testo chiede esplicitamente al sponsor di rivalutare la prosecuzione di un progetto ogni volta che le ipotesi di partenza si indeboliscono, le tolleranze decisionali vengono superate, o i trade-off accumulati ne alterano il valore — non di lasciare che investimento pregresso e inerzia organizzativa rendano la continuazione automatica.

Perché conta

Continuare non è la scelta di default: la guida chiede che la prosecuzione sia una decisione esplicita dello sponsor, non l'effetto di inerzia e investimento già fatto.

La guida porta impatti operativi, regolatori e reputazionali, oltre a quelli ambientali, nelle decisioni che lo sponsor già possiede: autorizzare, continuare, modificare o interrompere. È una guida di pratica professionale di PMI e GPM, non uno standard vincolante né una norma: il valore per un'organizzazione sta nel renderla operativa — collegando esplicitamente ciascuna delle sette accountability STEWARD a un owner reale e a un punto di revisione nel proprio processo di governance dei progetti — non nel citarla come riferimento teorico.

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